VIS 2024
L’impatto Sociale delle Case del Quartiere
La rete delle Case del Quartiere continua a crescere ed è sempre più punto di riferimento per la città
Presentata la valutazione di Impatto Sociale delle Case del Quartiere di Torino
Leggi altro da: Barrito
La Valutazione dell’impatto sociale 2024, presentata nella Sala Colonne di Palazzo Civico, racconta una crescita costante: 2.188 attività tra settembre 2023 e agosto 2024 (+20% sul 2022), per 103.958 ore di programmazione, 199.340 partecipanti e 580.483 passaggi (+17%), con 1.017 partner coinvolti. Gli ambiti vanno dall’inclusione sociale (19,4%) all’educazione e ambiente (19,3%), fino a cultura e arte (17,3%). Crescono gli sportelli sociali – 4.200 persone raggiunte (+21,7%) – e aumentano gli operatori, oggi 124 (+36%), con 74 persone fragili inserite al lavoro. Le entrate complessive toccano i 2,9 milioni di euro, +52% sul 2021.
«Le Case del Quartiere sono un modello virtuoso – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo – spazi ricreativi e culturali che promuovono socialità e sicurezza, restituendo in modo scientifico il contributo che offrono alla città». Per Alberto Anfossi, Segretario generale della Compagnia di San Paolo, «sono una delle infrastrutture civiche più significative del territorio, capaci di generare valore condiviso grazie alla collaborazione tra pubblico, Terzo settore e Fondazione. La Rete – ha aggiunto – è oggi un attore strategico, capace di diffondere buone pratiche e supportare altri territori per la creazione o il rafforzamento di esperienze analoghe».
Eleonora Guidi, project manager della Rete, ha ricordato che ogni Casa garantisce 90,8 ore di apertura settimanale, con l’88% delle attività gratuite o a costi contenuti. «Questo strumento di valutazione – ha aggiunto il direttore della Rete, Roberto Arnaudo – ci permette di misurare e rendere visibile il valore generato ogni giorno sui territori».
L’assessore Jacopo Rosatelli ha definito le Case «un laboratorio di innovazione sociale» e ha sottolineato che il modello torinese è ormai studiato anche all’estero, con diverse città – a partire da Barcellona – interessate a replicarlo. “I dati – ha aggiunto Rosatelli – confermano che quando pubblico e privato sociale collaborano in modo continuo e strutturato, si costruiscono politiche pubbliche capaci di generare una cultura di prossimità e partecipazione”.
I livelli di soddisfazione (4,7/5 per inclusività, 4,3/5 per partecipazione) sono altissimi. Ma la Valutazione permette di guardare al futuro individuando alcune priorità per migliorare ancora in futuro: dalla consolidazione dell’unitarietà della Rete all’innovazione nel campo della comunicazione e dell’accessibilità, a una maggiore diversificazione della programmazione.